venerdì, luglio 04, 2008

Qui viene la Capra dell'Anima

Image Hosted by ImageShack.us

Ti parlerò di tre ragazze polacche, una in tailleur, tacchi
E calze color carne (matylda), e altre due infilate
Sotto le coperte (monica e ?) con le loro canottiere bianche acquistate
A Poznam o a Katowice, tre polacche, io e una
Bottiglia di vino, detta così sembra bohemienne
(E proprio di questo volevo parlare, della distorsione
Dei filtri, delle lenti e della percezione, vi vorrei
Spiegare che non vedete nulla, basta una potente
Telecamera giapponese per dimostrare che non ci
Accorgiamo di cosa succede a un palloncino
Pieno d’acqua che rimbalza, o a un bicchiere
Che va in pezzi, gli occhi vedono pochissimo e di quel
Poco mentono la maggior parte e noi e le nostre parole
Striminzite che ci rimbombano nella testa mentre tentiamo
Di parlarci di rassicurarci di accarezzarci noi
Così tremendamente
Separati.)
Detta così sembra qualcosa di diverso come guardare
Una fotografia e credere che sia reale, camera 203, le polacche
Volevano che aprissi per loro una bottiglia di vino
Matylda ciondolava sulle caviglie sottili
Monica mi chiedeva di discoteche e abitudini, in italiano
La terza sonnecchiava nell’angolo lontano
Così simile alle mie endorfine

Volevate la comunicazione?
Eccovi un esercito di morti
Che parla una lingua morta:

Cristo il grido grande e gentile come una margherita balza
dal bordo del letto alla fine del crepuscolo, Mary la pigra
una mattina di domenica inarca la schiena, riceve –
lo abbiamo archiviato lentamente, languidly
nel corridoio - la sala era ampia, e silenziosa.
State vedendo questo
intrattenimento attraverso e attraverso.
Avete visto la vostra nascita,
la vostra vita e la morte; potreste ricordare tutto il resto.
Un riso soffocato dal ferro ha colpito
le nostre guance come un pugno fiacco.
Vuoi uscire di qui?
E dove vuoi andare?
Dall’altro lato del mattino ci sono solo pagodas, templi, mosche,
cravatte, stalattiti
non inseguire
ti prego le nubi disse non inseguire finché la sua fica
lo afferrò come una mano amichevole e calda.

(e di lui non si seppe)

Concentrazione impossibile

(lui non si seppe)

Qui vengono i comedians guardali sorriso oppure
guardarli ballare guardarli gesture al gesture così
deliberatamente asserviti - tutte le parole dissimulate -
le palabras sono rapide le parole assomigliano a bastoni ambulanti
piantale, dalle dei nomi, esse si svilupperanno - guardarli esitare così
flaccidamente davanti a una scelta orto poco domestica, l'Islamico
ha liberato il mio becco al picco delle alimentazioni
la ragazza della O libera il vostro pettine preoccupato, mentendo preoccupata
lei non ha paura, è solo una bambina spaventata, sente l’odore del mio nuovo
collare - prosa arrogante legato in una rete della ricerca fino a se stessa
il relativo rapido
ammettere che i grassi hanno preso in prestito il ritmo
le donne si radunano in cerchio per formare la cassaforte del mondo
per tagliare la vostra gola
la vita è uno scherzo
vostra moglie è in un fossato, tu sei morto,

la stessa barca

qui viene la Capra dell’Anima

stanno facendo uno scherzo nel nostro universo

Postato da Alessandro Ansuini
22:29 ||| commenti (3)

 

 

domenica, giugno 29, 2008

Last Show CameraMix

locandina    x,  Image Hosting


domenica 6 alle ore 21 all'anfiteatro andrea pazienza
ultimo concerto




Postato da Alessandro Ansuini
17:54 ||| commenti

 

 

martedì, giugno 24, 2008

Bull in the Heather

Dieci, venti, trenta, quaranta
Dimmi che vuoi
Tenermi
Dimmi che vuoi
Annoiarmi
Dimmi che vuoi
Mostrarmi
Dimmi che
Ne hai bisogno lentamente
Dimmi che
Brucerai per me
Dimmi che
Non me lo permetterai
Tempo di dire
Le tue storielle sporche
Tempo di girare
Ancora e ancora
Tempo di girare
Quattro foglie di trifoglio
 
Scommettendo sul toro nella lana
 
Dieci, venti, trenta, quaranta
Dimmi che
Vuoi sgridarmi
Dimmi che
Mi adori
Dimmi che
Sei famoso per me
Dimmi che
Mi lascerai segnato
Dimmi che
Stai per mostrarmelo
Dimmi che ne hai bisogno
Gravemente
Tempo di raccontare
La tua storia d’amore
Tempo per girare
Ancora e ancora
Tempo per girare
Quattro foglie di trifoglio
 
Scommettendo sul toro nella lana

Postato da Alessandro Ansuini
21:58 ||| commenti

 

 

domenica, giugno 22, 2008

Niu Italian Epic, il postmoderno, i prosecchi la complessità e dov'è Cartier Bresson

 
“Voglio il chaos”
Mickey Rourke alias Stanley White “L’anno del dragone”
 
“Boncompagni è pazzo”
Carmelo Bene “Macao”
 
 
Moderni, siamo moderni, eccomi
Accendo un computer e ti mando una email
Tu sei in libreria, io no, lui sì, quell’altro
Ci vuole entrare, tutto questo mi fa pensare
Al natale.
 
Poi una serie di appunti sparsi, poiché
Non ho studiato fotografia:
 
-         -   questo momento conta, mica quest’altro
-         -   i prosecchi li sanno alzare tutti, tu dove ti trovi?
 
(Postmoderno: mentre scrivo queste cose
C’è uno in albergo che vuole vendermi
Un vestito, gli balla un occhio
Mentre ci prova, questo
Mi fa diffidare di lui)
 
Poi: il mondo è un sistema tremendamente
Complesso, questo possiamo riconoscerlo
Più complesso che riconoscere, per dire
Un filone di genere, metodo o merito
Conta poco, Il mondo parte dal chaos,
Quindi tenta di organizzarsi: questi sistemi ordinati
Noi li intravediamo, poiché anche noi
Siamo un sistema piuttosto ordinato
Come le zanzare o le regole del cricket
Quindi siamo d’accordo che l’origine è confusa
L’ordine, intravisto successivamente
È il nostro modo di comprendere.
 
Mi spiego meglio? Una formica sul mio letto
Di lenzuola bianche, crede di essere al Polo Nord.
 
Non sa cos’è un letto.
 
Altri appunti sparsi sul postmoderno:
-         -  Per parlare di una cosa, bisogna non conoscerla
-         -  Don de Lillo non è concetto, è tutto stile.
-         -  Idem dicasi per David Foster Wallace.
-         -  Se credi di sapere quello che fai, sei una formica sulla lenzuola
 
(Tipo quando ti dici: dissemino i miei scritti
Di bombe a tempo lessicali e sintattiche)
 
Se si accetta un sistema ordinato, si gioca
Nelle sue regole. Prendiamo la scacchiera.
È un sistema complesso, pieno di varianti
Ma ordinate e, soprattutto, limitate:
Un cavallo quando compie la L
Non può andare fuori dalla scacchiera. Se lo fa
L’alfiere gli dice che è uno scemo
Oppure non gioca con lui.
 
Il cavallo fuori dalla scacchiera è tremendamente postmoderno.
 
Cartier Bresson fotografava solo cavalli fuori dalla scacchiera
Per dire.
 
Riformulo, in braille: se si accetta un sistema ordinato
Si gioca nelle sue regole: se tu dici letteratura
Puoi tracciare dei solchi, e affermare
Questa è Nuova Epica Italiana.
Lo dicono anche a Boston, per dire.
Lo dicono loro, quelli di Boston.
Se lo dici tu, che poi sei in mezzo all’epica italiana
Quelli che giocano con te il gioco dei libri
Ci rimangono male.
 
Se cadono quindici briciole per terra e formano
Il disegno di un gallo, non possono essere le briciole
A sapere di avere la forma del gallo.
 
Ci vuole Cartier Bresson che fotografa, oppure
Un occhio disincantato che fissi dall’alto.
 
Conclusioni:
1) Per parlare di una cosa, ribadisco
Bisogna non conoscerla.
 
2) Ci piacciono i numeri, giusto?
 
3) In alto i calici di prosecchi. I flash accecano.
Per fortuna che abbiamo portato
Gli occhiali da sole.
 
 4) Domenica e sono al lavoro
Dalle sette del mattino, 35 gradi fuori
E io in giacca e cravatta, cavallo
Fuori dalla scacchiera avvolto nel mio
Postmoderno quotidiano
Forse sarebbe bastata l’immagine delle briciole ma
Ho del tempo da perdere.
 
 (Citazione)
 
 E avrei il diritto di sorridere?
 

Postato da Alessandro Ansuini
12:05 ||| commenti (2)

 

 

sabato, giugno 21, 2008

dio ha dipinto i pesci con pennelli sconosciuti

Image Hosted by ImageShack.us
 

La poca ibridazione, la diffidenza verso il giardino dell'altro

parabola e discesa: schiumare nella nebbia lasciar

cadere i guanti nella pioggia una pozzanghera sbadigliava

noi tentavamo di nasconderci dalla televisione tutti

scrivevano delle poesie venivano coi loro foglietti

a leggere le loro poesie si schiarivano la voce, tossivano e

sembrava che tutto quello di cui avessero bisogno fosse

leggere le loro poesie davanti ad altri esseri umani anch'essi

in attesa di leggere le loro poesie, posso dirle queste cose perché c'ero

anche io, senza nessuna voglia di leggere le mie poesie ma volevo

capire, volevo vedere, e così vidi, vidi esseri umani che venivano

coi loro foglietti in mano per leggere le loro poesie, e li ascoltai,

li ascoltai lungamente leggere malissimo le loro poesie

e non è colpa di nessuno, leggere poesie con la voce oltre ad essere

un atto insensato è davvero difficilissimo, e quello che volevo vedere

vedevo, gente che non faceva altro che scrivere poesie e veniva

a leggerle, purtroppo:

ma cos'è che voglio dire:

voglio scrivere una poesia che parli di quelli

che scrivono poesie, me compreso:

continuo a mettere i due punti perché il discorso

non finisce mai:

e le regole, nonostante quello che vi diciate

non esistono:

voglio dirvi questo in principio:

che le regole non esistono:

sono solo nella vostra testa:

siete dei vanitosi che leggono malissimo

le loro poesie che non sarebbe nulla

se non fosse che le vostre poesie

sono scritte anche male:

e le mie, e le mie?

 

Sono scritte male anche le mie,

cosa vi sto dicendo

per parlare di poesia

non serve un critico

o una lettura:

serve scrivere una poesia

e vergognarsi.

 

 

I piatti li hai ritirati tu lentamente io ti scivolavo

dalle punte dei capelli cucchiaino a cucchiaino

c'era una bambina che camminava nel sole

con un ombrellino era bianchissima la guardavamo

entrambi sfilare sotto alla finestra nessuno

dei due ha detto niente e lì

si stava facendo poesia

 

 

Oziare dentro alle lavagne dei tuoi occhi dove ho scritto

"non smetto mai" poi mi sono vergognato

cos'altro avrei dovuto fare le pieghe delle lenzuola

erano montagne bianchissime chi mai le ha scavalcate ti

taglio il sorriso col coltello la voce di tua madre

è un alfabeto che ti muove le braccia e le dita

e ti spalanchi come un paio di forbici che cadono piatte

i consumatori legati l'un l'altro nel calcolatore

io e te nemmeno vicini che un porco passava vomitando perle

che avevano tutte la faccia di Samuel Beckett

hellzapoppin,  speranza,  pazienza,  nome

devo dar da mangiare al mio nome, ricordarmi

di avere un parere, la linea fiammeggiante dei lampioni che curva verso sinistra

mi fa pensare ad un'ala, alla fine dell'ala tu,  che tossisci, e collegato

da sottili sinapsi elettriche a forma di vena camion che trasportano oli esausti

la sensazione del budello delle racchette da tennis, quelle che

sistemi mentre pensi qualcos'altro, si sistemano

le corde e si pensa qualcos'altro, quello è fare

poesia, dio ha dipinto i pesci con pennelli sconosciuti, i tuoi

denti bianchissimi la carta da parati io

persi il significato, una mamma e credevo di aver perso

il coltellino di Fabrizio, me lo aveva dato il padre ero disperato ma ecco

l'ho ritrovato, l'avevo solo messo al sicuro, gli intenti non si commissionano

la volontà è erba disperata che si piega, oppure le 7 e 25 di ieri, diego

armando maradona, i calzini bucati di jerome , le persone sono tutte volenterose

vogliono far innamorare tutti di sé, dicerie sentite

da qualche parte affermano che si compiano degli atti,

accennano a riunioni di gente, di moltissima attenzione,

(ad esempio le vostre letture di poesia o le opere teatrali

che si svolgono quotidianamente in parlamento)

di magazine o televisione, qui

nessuno sa distinguere la pornografia dal proprio cazzo,

non sai cosa sia il tuo cazzo e cosa è quello che vedi

sullo schermo o cosa è quello in cui affondi, non lo distingui

così come non distingui cosa sia scrivere dei segni su un foglio

di carta o una strada piena di neve attraversata da altri segni (passi?)

sbanda la testa nell'aria del millennio è intontita da una gran tramontana

i secoli hanno dita, polpastrelli lentissimi e appiccicosi

quest'estate osserverò le falene sbattere contro

una lampadina in una notte d'agosto che rimarrò da solo,

proverò molta tristezza, per non scomparire, il giorno seguente

ancora un pacchetto di sigarette da comprare,

io non ho un parere sui miei contemporanei perché

non riesco a leggere nulla riesco a malapena a capire

il perché dei numeri, ma solo se condizionato

da una voce che mi rimprovera

odio il perpendicolare l'egitto le sale affollate

l'egitto particolarmente perché non ci sono mai stato

solo ieri sera la tua bocca martellava chiodi e

il papa si affacciava con gli occhi del demonio mentre

Enrico portava tre polaroid a edo bertoglio, quanta cipria

quanti denti e tutti troppo bianchi - le signore adesso che fa caldo

alzano il tono della voce verso sera ho bisogno di stare

in mezzo a degli alberi ho

la necessità di possedere un labirinto osservare

lungamente il verde della campagna bagnato dalla pioggia

mi emoziono coi profumi, insensato come una donna bella

che sa di esserlo e fa finta di non saperlo

ieri sera le tue labbra seppellivano anatre dal collo spezzato sogno

un silenzio irreale che attraversi tutti costati che slacci

tutte le scarpe e disfi tutte le confezioni ma come si fa

a non vedere che la famiglia è la cosa più pericolosa

che esista?

 

La cattività avrebbe bisogno

di muri in vetro

le vostre trincee spelacchiate

i bachi sono tremendamente pensierosi

e questa poesia non ti svela niente

serve a me

e finisce così:

teoria di sigur ros a canary wharf, scendendo lento

le scale mobili, appena un minuto prima

la rara soddisfazione

di interrompere il flusso di persone tutte prese

in un bivio calcolato,

come una corrente marina

che improvvisamente si disperda.
Image Hosted by ImageShack.us

foto by maria cecilia culpo cameramix live at crash bologna

Postato da Alessandro Ansuini
18:42 ||| commenti

 

 

mercoledì, giugno 18, 2008

L'ultimo Party - VelviaNight 18 Giugno a Bologna

Image Hosted by ImageShack.us
 

Bene, CameraMix si congeda dopo 5 anni, tira il fiato, dopo cinque anni di vagabondaggio a destra e a manca, ci sono molti progetti in ballo ma personalmente ho proprio bisogno di pulire la camera, dedicarmi al mio gatto e vedere cosa sta succedendo in beautiful. L'ultima volta che l'ho visto Brooke era sposata con Nick, Ridge con Taylor, e mi avevano sostituito Rick (il figlio di Brooke e Eric) con un biondino con la faccia da tonto. Comunque, domani al Ponte di Via Libia ultimo party, ci saranno tutti, anche david bowie. A tout a l'heure mec.

 

 

Postato da Alessandro Ansuini
00:22 ||| commenti (2)

 

 

lunedì, giugno 16, 2008

Alberi a dipingere

Image Hosted by ImageShack.us

 

 

Fantasia in culo a Walt Disney


Chi non vuole possedere in tasca le balene

per trovarle volentieri poi disciolte in pianti grossi

marci rivoli tonanti con i canti a sfondatimpani

per oceani d’uccelli rimbombanti lungo setole di pettini

introdotti di straforo alla toilette senza un perche’

e trichechi - e trichechi con i baffi spettinati e urlanti sugli scogli

con un tocco cavernoso d’universo dentro ai denti

tutt’allegri nei bicchieri insieme a tutti gli animali artici

rosa duri come setole di porci lerci a intarsiarsi nei momenti

corti e umidi inseguiti avantitutta involontari

come cieche vie di fuga dall’incastro in cui l’impasto ti rivela

ritornando con quel nodo di cemento che s'inghiotte 

e non si scioglie non si scioglie non si scioglie non si scioglie più?

Postato da Alessandro Ansuini
15:32 ||| commenti (1)

 

 

sabato, giugno 14, 2008

una poesia

Postato da Alessandro Ansuini
16:28 ||| commenti

 

 

giovedì, giugno 05, 2008

VelviaNight 18 Giugno 2008 Bologna

VelviaNight

Postato da Alessandro Ansuini
14:47 ||| commenti (2)

 

 

domenica, giugno 01, 2008

pasolini e la luce

pasolini e la luce

Postato da Alessandro Ansuini
17:36 ||| commenti (2)